Differenza tra estrattore e centrifuga: tutto quello che c’è da sapere

Differenza tra estrattore e centrifuga: tutto quello che c’è da sapere

Estrattore di succo e centrifuga, spesso si tende a confonderli, a pensare che siano la stessa cosa e che svolgano la medesima funzione, e invece non è così. Esiste, infatti, una sostanziale differenza tra estrattore e centrifuga, ovvero, la modalità di lavorazione della materia prima. La differenza tra centrifuga ed estrattore di succo, infatti, è la stessa che c’è tra un centrifugato e un succo di frutta: due bevande diverse, preparate da due elettrodomestici diversi.

Ecco, allora tutto quello che c’è da sapere sulle differenze tra estrattore e centrifuga.

Che cos’è e cosa fa un estrattore di succo?

Con il termine estrattore, o slow juicer, si indica una particolare tipologia di elettrodomestico finalizzato alla preparazione di succhi a base di frutta e di verdure, comprese quelle a foglia e le erbe aromatiche. Durante il processo di estrazione gli ingredienti vengono schiacciati e spremuti con movimenti che riproducono quelli della masticazione, dividendo i succhi dalla polpa grazie ad una coclea in plastica rotante (priva di lame) e ad un filtro a trama molto sottile. L’estrattore espelle poi separatamente i succhi da consumare subito e la polpa che, invece, rappresenta lo scarto di lavorazione.

Cos’ è e cosa fa una centrifuga?

Con il termine centrifuga, o centrifugatore, invece, si intende un macchinario che, sfruttando la forza centrifuga, consente di preparare centrifugati di frutta e verdura. Un meccanismo di rotazioni ad alta velocità divide il succo dalla polpa, dopo che un sistema di lame ha tritato gli alimenti. Una serie di filtri a maglie strette consente, infine, l’estrazione dei succhi. Come accade per gli estrattori, anche la centrifuga ha un sistema che consente l’espulsione differenziata del centrifugato e dello scarto di lavorazione.

Principali differenze tra centrifuga e estrattore di succhi

 

  • Modalità di preparazione dei succhi

 

La principale differenza tra estrattore e centrifuga sta nella modalità di preparazione dei succhi e nelle loro caratteristiche. L’estrattore agisce ad una velocità che va da un minimo di 40 ad un massimo di 100 giri al minuto, quindi la spremitura avviene “a freddo”, ovvero, evitando di riscaldare gli alimenti e mantenendo intatte tutte le proprietà organolettiche e nutrizionali. Gli estratti, quindi, sono più ricchi di sostanze nutritive, hanno una consistenza più omogenea (non si divide in due livelli) e un colore più brillante. La mancanza di filamenti, inoltre, rende gli estratti più digeribili.

La centrifuga, invece, lavora ad una velocità più sostenuta, accorciando i tempi di preparazione del succo, ma producendo anche più calore che va a riscaldare gli alimenti alterandone in parte le proprietà nutritive e favorendone l’ossidazione. Il centrifugato ha una consistenza più liquida rispetto all’estratto, ma più ricco di fibre. Si riconosce perché produce una leggera schiuma in superficie.

 

  • Gli scarti della lavorazione

 

Un’altra differenza tra estrattore e centrifuga sono gli scarti. Il primo produce meno scarto, estraendo una quantità di succo superiore. Lo scarto della centrifuga è più corposo, perché contiene una maggiore quantità di polpa e risulta più umido, però, è riutilizzabile per preparare torte e biscotti ed è una preziosissima fonte di fibre.

Lo scarto di lavorazione dell’estrattore, invece, è più asciutto e può essere più difficile da riutilizzare basta ricordarsi di sbucciare la frutta e la verdura prima di inserirla nell’estrattore così da ottenere un scarto privo di semi e bucce da poter mescolare in impasti o utilizzare per sorbetti e marmellate.

 

  • Velocità di preparazione e consumi

 

Altra sostanziale differenza sta nella velocità. La centrifuga lavora ad un minimo di 6000 giri al minuto consentendo di ottenere un centrifugato in due minuti. La centrifuga, inoltre, non può essere utilizzata per più di 5 minuti di seguito senza rischio di surriscaldamento.

L’estrattore, invece, impiega in media dai 5 ai 10 minuti per preparare un estratto poiché lavora a velocità molto più basse. L’estrattore, però, può essere utilizzato fino ad un massimo di 30 minuti.

L’estrattore per funzionare necessità di un minore dispendio energetico, solo 150/200 watt, rispetto ad una centrifuga che, invece, può consumare fino a 1000 watt. È anche vero che la centrifuga impiega la metà del tempo per preparare un succo rispetto ad un estrattore, quindi si può affermare che i consumi a conti fatti si equivalgono.

 

  • Gli ingredienti consentiti

 

In linea generale si può affermare che è possibile utilizzare qualsiasi tipo di frutta e verdura tanto nelle centrifughe quanto negli estrattori, ma nello specifico non è propriamente così.

L’estrattore consente, infatti, di utilizzare un maggior numero di alimenti rispetto alla centrifuga come, ad esempio, le verdure a foglia molto fibrose come gli spinaci, le erbe aromatiche, frutti con basse percentuali di acqua come banane, avocado, fichi, mandorle, noci e nocciole. L’unico accorgimento in questi casi consiste nell’affiancare degli ingredienti con una maggiore percentuale di acqua.

Non tutta la frutta e la verdura, invece, è adatta ad essere inserita nella centrifuga. Via libera ai vegetali crudi, alla frutta molle e dura, ma andrebbero evitati i frutti con basse percentuali di acqua e le verdure a foglia, troppo ricchi di filamenti e fibre. Per preparare un centrifugato non occorre sbucciare la frutta o la verdura, poiché ci penserà l’elettrodomestico, ma bisognerà comunque tagliare tutto a pezzi grossolani per poterli inserire nell’apertura preposta.

 

  • Conservazione  dei succhi

 

Un ultima differenza tra estrattore e centrifuga riguarda le modalità di conservazione dei succhi e dei centrifugati. In particolare gli estratti, essendo “succhi vivi”, possono essere conservati in frigorifero, poiché, durante la lavorazione non sono stati riscaldati. I centrifugati, invece, andrebbero consumati entro pochi minuti dalla preparazione poiché tendono ad ossidarsi velocemente in conseguenza alla modalità di preparazione.

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